Il blog dell'acquario d'acqua salmastra

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The Snatcher è un laureato in biologia di 24 anni. The Snatcher non si riconosce nel conformismo moderno occidentale, che mira ad assoggettare tutto ciò che è diverso da sé. The Snatcher non crede che il modello di vita industriale occidentale sia il migliore tra quelli possibili. The Snatcher ama la coerenza e chi è coerente. The Snatcher non ama l'opportunismo e l'ambiguità. The Snatcher aspira al rispetto di tutti verso tutti. The Snatcher prima di accettare preferisce capire, e se possibile approfondire. The Snatcher pensa che la natura e l' ambiente siano diritti fondamentali di ogni Uomo, e vuole battersi per la loro sopravvivenza. The Snatcher non disdegna una sana discussione per difendere quello in cui crede. The Snatcher insomma è un utopista moderno.

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lunedì, 24 marzo 2008
I Molluschi degli estuari

Delle sette classi che compongono il phylum dei Molluschi (Monoplacofori, Aplacofori, Poliplacofori, Gasteropodi, Bivalvi, Scafopodi e Cefalopodi), soltanto due hanno saputo adattarsi alle acque salmastre e a quelle dolci: i Gasteropodi e i Bivalvi.

 

I gasteropodi (chiocciole acquatiche) e i bivalvi (le classiche “conchiglie”) hanno un ruolo ecologico importantissimo, non solo negli estuari ma in tutti gli ambienti acquatici. Si tratta infatti di organismi bentonici, principalmente onnivori detritivori (i gasteropodi) o filtratori (i bivalvi) capaci con la loro attività di degradare e riciclare la sostanza organica morta e in via di decomposizione, di tenere sotto controllo la proliferazione algale e di mantenere pulita l’acqua grazie alla filtrazione.

Inoltre, sono un componente fondamentale della rete trofica acquatica, sia come predatori (alcune specie di gasteropodi sono carnivore) che come prede: granchi, pesci e altri vertebrati, uomo compreso, frequentemente si nutrono di molluschi.

Certe specie di gasteropodi, inoltre, costituiscono l’ospite intermedio di alcuni Platelminti trematodi parassiti (come Clonorchis sinensis), pericolosi anche per l’uomo che mangi chiocciole acquatiche crude o poco cotte.

 

Alcuni molluschi bivalvi di acqua dolce, come quelli appartenenti al genere Unio (famiglia Unionidi, alcune specie vivono anche in Italia), hanno un curioso sistema riproduttivo parassitico: dalle uova si schiudono larve specializzate, dette glochìdi, simili a piccoli bivalvi, che nuotando si attaccano alle branchie e alle pinne di pesci di passaggio, su cui restano fino a sviluppo completato, quando, già simili agli adulti, si staccano e si depositano sul fondo.

 

Negli estuari la biodiversità dei molluschi è generalmente molto alta, grazie anche all’abbondante disponibilità alimentare; ovviamente, il maggior numero di specie è distribuito nella fascia tropicale.

A titolo di esempio, nel golfo della Thailandia sono state censite ben 9 famiglie per complessive 32 specie di gasteropodi d’acqua salmastra.

 

I gasteropodi di interesse acquariofilo appartengono tutti alla sottoclasse dei Prosobranchi o a quella dei Polmonati (che comprende anche le chiocciole di terra e le limacce). Rispetto ad altri invertebrati come i crostacei, la distribuzione commerciale dei molluschi d’acqua salmastra è ancora più deludente, certamente influenzata dalla scarsa diffusione di questo tipo di acquariofilia. Le specie distribuite sono molto poche, e spesso vendute come animali per gli acquari d’acqua dolce.   

 

BIVALVI

 

Va detto che l’allevamento dei bivalvi è piuttosto impegnativo, trattandosi di organismi filtratori che richiedono una alimentazione costante e abbondante basta su fitoplancton e mangimi specifici in sospensione. Inoltre alcune specie difficilmente restano visibili a lungo in acquario, preferendo come in natura infossarsi quasi completamente nel substrato dal quale fanno emergere soltanto i sifoni deputati alla respirazione e alla nutrizione. Si tratta comunque di animali piuttosto interessanti per l’acquariofilo motivato.

 

Nei negozi italiani solitamente si possono trovare soltanto bivalvi d’acqua dolce, come le cozze della specie Phylsbrioconcha exilis , non adattabili all’acqua salmastra.

 

Con un po’ di fortuna è però possibile reperire le piccole vongole della famiglia dei Corbiculidi, che annovera anche specie veramente “salmastre”. Il genere tipo Corbicula è diffuso nel sud-est asiatico. Corbicula fluminea è la specie più frequentemente importata, capace di tollerare una bassa salinità (1.003-1.005). Questo Corbiculide ha un curioso adattamento riproduttivo, insolito per un bivalve: la viviparità.

                                                     Corbicula fluminea

 

Una specie ancora più adatta è C. japonica, che però, a quanto mi risulta, è praticamente irreperibile in commercio.

 

Gli appassionati del nostrano potranno puntare su Mitilidi (Mytilus spp.) e Ostreidi (ostriche), che però dovranno necessariamente essere raccolti di persona in qualche ambiente naturale, non essendo in commercio.

Anche le vongole, apprezzate soprattutto in gastronomia, sono ospiti ideali di un acquario salmastro nostrano. Le due specie principali (Ruditapes decussatus, ovvero la vongola verace, e R. philippinarum o vongola delle filippine, una specie esotica ormai acclimatatasi stabilmente) sono facilmente reperibili e allevabili, comunque a salinità non inferiori a 1.012.

                              Ruditapes decussatus, la vongola verace

                          Ruditapes philippinarum, la vongola delle Filippine

 

GASTEROPODI

 

I gasteropodi sono molto più accontentabili dei bivalvi, e di facile mantenimento. Solitamente si nutrono di detrito animale e vegetale e di alghe, e molte specie difficilmente attaccano le piante.

 

Un gasteropode presente in commercio come animale d’acqua dolce che in natura popola anche gli estuari è il corno d’ariete (Marisa cornuarietis, famiglia Ampullaridi), una specie sud-americana (principalmente Brasile, Colombia, Venezuela, Panama, Costa Rica, Honduras). In letteratura è riportata una resistenza fino  al 30% di acqua marina; in queste condizioni comunque non si riproduce, preferendo di gran lunga una salinità inferiore. Non è un ospite raccomandabile per acquari con piante, in quanto se ne nutre facilmente.

                                                Marisa cornuarietis "wild"

 

Un’altra chiocciola spacciata per animale dulcacquicolo è Neritina zebra (Neritidi); pur potendovi vivere, in acqua dolce pura non si riproduce, preferendo di gran lunga le acque salmastre. 

                                                                       Neritina zebra

 

Altri neritidi interessanti sono Neritina virginea e Puperita pupa, molto variabili nella colorazione della conchiglia. Entrambe molto poco diffuse in commercio, vivono bene a salinità a partire da 1.005.

Puperita pupa, graziosissimo Neritide zebrato diffuso lungo le coste e gli estuari tropicali dell'Atlantico

Un gruppo di Neritina virginea, specie diffusa lungo le coste tropicali dell'Atlantico occidentale (dagli Stati Uniti meridionali al Brasile). Notare l'enorme variabilità cromatica della conchiglia.

La comunissima Melanoides tuberculata (Thiaridi), onnipresente in quasi tutti gli acquari d’acqua dolce, è estremamente resistente e si adatta ad una salinità fino a 1.012. Nelle aree degli estuari dei fiumi in Florida, dominati dalle mangrovie (Rhizophora e Laguncularia racemosa), gli esemplari superano i 37.550 a metro quadrato.

Altri gasteropodi interessanti se si riesce a trovarli provengono dall’Africa. Pachymelania spp. (Potamididi) raggiungono dimensioni importanti (P. byronensis fino a 6 cm di lunghezza della conchiglia) e si adattano a salinità pari o superiori a 1.005. Tutte le specie si riproducono in acqua fortemente salmastra, al limite marina.

 

                   Pachymelania byronensis, dalla bella conchiglia spinosa 

Per gli appassionati dell’acquario salmastro d’acqua fredda può essere interessante il neritide europeo Theodoxus fluviatilis.

 

                                                   Theodoxus fluviatilis

Popolano le acque salmastre temperate anche i Limneidi (Lymnaea spp., gasteropodi polmonati capaci di adattarsi alle più disparate condizioni ambientali, compresa una salinità fino al 50% di acqua di mare!) e i Physidi (Physa spp.), entrambe reperibili con una certa facilità in natura dall’appassionato.

                                  Lymnaea stagnalis

                                                                 Physa sp.

Concludiamo questa breve rassegna con una curiosità, la tryonia mimica (Tryonia imitator), un gasteropode d’acqua salmastra della famiglia degli Hydrobidi endemico degli Stati Uniti e attualmente minacciato di estinzione a causa delle attività umane.

BIBLIOGRAFIA

Mitchell, L.G., Mutchmor, J. Dolphin, W.D., ZOOLOGIA, ed. Zanichelli.

IN RETE

La pagina di Melanoides tuberculata su Vergari;

La pagina degli invertebrati di acqua salmastra

FOTO

Petfish.net (Marisa cornuarietis e Neritina zebra);

Aecos.com (Corbicula fluminea);

Pagina dell'Università di puerto Rico dedicata alle coste rocciose (Puperita pupa);

Pagina di Backyardnature.net (Neritina virginea);

Pagina di Crusta.de (Pachymelania byronensis);

Pagina di Mollusken-nrw.de (Theodoxus fluviatilis);

Pagina di Ladinia.it (Lymnaea stagnalis);

Pagina di Acquariforum.com (Unio);

Pagina di Allabout.co.jp (Physa sp.);

Pagina dell'università di Lehavre (Ruditapes decussatus);

Pagina del Far East Geological Institute (Ruditapes philippinarum)

Postato da: Thesnatcher a 14:47 | link | commenti (2)
i molluschi degli estuari


Commenti
#1   24 Marzo 2008 - 15:05
 
scusa, non centra con questo post ma con le immagini al lato: davvero colorano artificalmente i pesci?!?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DanteHicks

#2   26 Marzo 2008 - 12:58
 
Purtroppo si. In Asia alcuni pesci vengono colorati artificialmente tramite iniezioni sottopelle con siringa di colorante, rosa fosforescente, viola fosforescente, ecc. Ovviamente i pesci si stressano oltremodo, tanto che molti muoiono durante il trasporto verso l'Italia o poco dopo nelle vasche dei negozianti.
Il problema è che c'è gente disposta a comprare questi pesci, e quindi la domanda stimola il mercato.
utente anonimo

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